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| STELLA ALPINA 2005 | |||
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IL
RADUNO ALPINO! Scritto in maiuscolo non per errore ma perchè lo merita! Si
tratta si un aggregazione di rari ma certificati motociclisti che amano
viaggiare in moto. Non c'è spazio per altro. A cominciare dal luogo e dalle
modalità di svolgimento. Il tutto si sviluppa a Bardonecchia, dove le
montagne e gli sterrati non mancano aff atto.
Il luogo è a dir poco affascinante, una conca in alta montagna verso cima
Sommeillier zona rifugio Scarfiotti. Circa 2.200 metri nel bel mezzo del
nulla più assoluto(foto sopra e a sinistra). Da Bardonecchia difatti parte
una strada di 15Km, di cui gran parte sterrati (fattibilissimi), che porta a
questa conca. E' obbligo portarsi tenda, fornellino ecc.. per farsi da
mangiare. Per l'acqua e per lavarsi c'è il solito e funzionale torrente
gelido di montagna che funziona sempre alla perfezione .
Prepararsi a convivere con il tempo d'alta montagna che può cambiare
rapidamente (quest'anno nevicava vedi residui nella foto a sinistra) e a
convivere con gli animali del posto vista la vicinanza a una fornita malga.
I partecipanti sono praticamente tutti di derivazione enduristica, dal
monocilindrico alla super endurona quale GS
e compagnia, di ogni età e dai chilometraggi degni di rispetto !
Praticamente quasi impossibile vedere una stradale o una moto che non abbia
viaggiato un po' e soprattutto una marea di stranieri!!! (a destra una
panoramica del parco moto presente). Il tempo passa alla svelta, anche perchè non trovando un accoglienza all inclusive bisogna darsi d a
fare in tutto e p er
tutto. Farsi da mangiare, salvare il salvabile dal maltempo, convincere rane
e rospi che in tenda non c'è più posto! E ovviamente di rigore la legna per
il falò serale... Come già detto il tempo quest'anno è stato pessimo e cosi l'weeke nd
è sempre stato umido, con qualche squarcio di sere no
ma che aveva ben poco di duraturo. Suggerita in questi casi una buona tenda
resistente all'acqua e con abside da adibire a cucina. La tradizione vuole che dalla conca dove c'è il campo base la domenica si affronti l'irto sterrato che porta a cima Sommeillier a quota 2991 mt in
vetta alla montagna dove s arà possibile ottenere la tanto sognata medaglia
di partecipazione. Presi dall'eccitazione e da un Giampa che fermo non sta
mai decidiamo di partire alla risalita sabato pomeriggio
sotto la pioggia. Bene, se siamo qui non ci resta che salire! Scaricato a
dovere Varadero
e Transalp si parte verso la v etta! Già fare uno sterrato col Varadero
richiede un certo impegno, se aggiungiamo che tanto scorrevole non è e che
la pioggia ha reso il fondo
veramente fangoso la cosa diventa assai ardua. circa 11Km di stretti e
ripidi tornanti ci dividono dalla
meta (foto a lato).Con la dovuta calma e sudando l'impossibile seguo Giampa c he come sempre si
spara a canna su per lo
sterro come se niente fosse... A metà percorso di fronte a noi si apre uno
scenario fantastico... Un piano con lo sterrato che cor re
dritto verso le cime innevate dove l'ultimo gruppo di tornanti ci porterà in
cima. Le cose si mettono però sul difficile, da prima il freddo diventa pungente... la strada più bianca e ci ritroviamo nel bel mezzo di una nevicata con la strada che diventa praticamente impraticabile. Solo 50 metri ci dividono dalla cima ma non c'è verso di
andare avanti in moto. Bruttissima sensazione il non poter proseguire. Forse con un mezzo più enduristico la cosa era fattibile ma la mammuttona non ne vuole
sapere di fare da gatto delle nevi. Decidiamo quindi
di proseguire a piedi dato che oramai siamo in cima. In qualche modo ci siamo arrivati, ma niente medaglia, siamo in anticipo di un giorno, domani dovremo r eplicare :-) Esperienza fantastica non c'è
dubbio, più che altro per l'essenzialità dell'evento, per il posto scelto e
per la mentalità dei partecipanti. E' sempre più difficile trovare raduni
dove lo spirito per il viaggio vero, tenda, natura e spirito d'adattamento
la fanno da padrona. By
Giampa:La pioggia scroscia incessante per tutta la notte sulla gelida e umida tenda, ogni tanto "celera" e sembra venir giù di ogni, non mi azzardo a metter fuori il naso per vedere se è liquida o allo stato solido. finalmente arriva l'alba svegliati dal rombo dei boxer BMW di ogni età e provenienza che incuranti della gelida pioggia si incamminano per conquistare la strada che sale verso il ghiacciaio del Sommeillier ed accaparrarsi la mitica medaglia del quarantennale della "stella alpina". Infilo il naso fuori dalla tenda ma non vi è traccia di neve a differenza di ieri che si era bella imbiancata, ma l'anfiteatro che ci circonda pochi metri più su è un lenzuolo bianco...continua a piovere di brutto e con theo e le nostre mitiche zavorrine si fa una breve colazione in rifugio.uno spiraglio tra una nuvola e l'altra mi fa prendere la decisione! Corro a vestirmi, costringo grazia a salire dietro e scarico di bagagli mi tuffo su per lo ste rrato
reso pesante dal fango, nei primi tornanti in ripida salita mi trovo
impacciato e sento il peso del passeggero che alleggerisce l'anteriore, ma
non mollo e tornante dopo tornante con le mani di ghiaccio supero il primo
dirupo. Siamo ormai saliti di quota e in un'atmosfera himalaiana entriamo in
un vallone innevato dove solo una linea discontinua di fango marrone indica
la pista da percorrere, qualcuno sta già percorrendola a ritroso provato dal
freddo e dalla neve ghiacciata che
ti
penetra dentro gli occhi come aghi e ti costringe a proseguire quasi ad
occhi chiusi.ricomincia il secondo strapiombo da percorrere a stretti e
ripidi tornanti, la neve ormai ha il sopravvento sul fango e fatico a tenere
la traiettoria. In un tornante un pazzo inglese con sidecar e tutta la
famiglia a bordo mi costringe a fermarmi sul bordo dello strapiombo per
dargli passaggio.Ormai la pista non esiste più ma solo una riga sottile nel
manto bianco sta ad indicare che puoi ancora proseguire 100, 50, 10
metri,non esis te
più nulla se non un mondo tutto bianco. giro a fatica le mie due ruote e
prendo la strada del ritorno. La zavorrina mi convince a colpi ben decisi ai
fianchi a proseguire piano mentre un pazzo irlandese su giessone vola in
discesa spiccando salti nei profondi cunettoni di scolo. ...ieri invece
avevo un compagno d'avventura di tutto riguardo su Varadero, che facilitati
dal fatto che la neve caduta non era ancora tanta, insieme siamo riusciti ad
arrivare fino ai quasi tremila metri del ghiacciaio, fermati solo da un
pendio ricoperto da una valanga di neve, ma abbandonate
le moto sotto una tormenta di neve abbiamo proseguito
fino alla cima dove un piccolo laghetto,
il ghiacciaio e la catena montuosa del versante opposto imbiancato facevano
da cornice a questo spettacolare luogo. Questo è il mio primo VERO RADUNO,
fatto di veri motociclisti su vere moto in un vero ambiente alpino
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