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Quarta edizione ma sembra
sempre la prima volta. Arrivo venerdì all'ora di pranzo. Giusto il tempo di
un panino a Bardonecchia prima di salire allo Scarfiotti per piantare la
tenda. Una rapida telefonata al Giampa che non risponde. Sarà già in
viaggio. Non resta che salire, il lungo sterratone è sempre lui e curva dopo
curva ecco apparire la piana dello scarfiotti! C'è già qualche tenda e una
TA grigia con gli adesivi NetRaiders. Bruno! E' proprio lui, con una mega
tenda di dimensioni condominiali già piantata. Monto il campo in tutta
fretta e poi subito recluto Bruno per andare a prendere un po' di legna nel
bosco. Il solito esagerato carica un bosco intero sulla moto, ma ne perderà
la metà per strada.
Nel frattempo scorgo nel piazzale un VSton(G) cattivissimo con un tassello
pauroso. Nessuno aveva osato ancora parcheggiargli a fianco. E' Scal ne sono
sicuro, l'aveva già preannunciato nel forum. Infatti eccolo che monta la sua
tenda da deserto vicino alle nostre. Dopo i primi dubbi di tenuta a quota
2200 metri della "sahara" mi rassicura della presenza di buon vino, salame,
grappa ecc... Bene sicuramente non patirà il freddo!
Arriva anche Giampa e Grazia anche loro con la tenda nuova (era ora!!! Per
la tenda...). Approfittiamo immediatamente per la risalita verso i 3000mt ma
alla fine la neve ci bloccherà a circa 2700mt di altezza.
Rientrti alle tende ci fiondiamo davanti ad un bel piatto di minestrone
(viziosi...). Nel frattempo ecco arrivare Macello e Cico che si uniscono a
noi divorando qualche avanzo di tutto rispetto. La serata prosegue nel
tentativo di accendere il fuoco e riscaldarci. Qualche racconto, un po' di
beveraggio e la serata passa velocissima. Tutti a letto.
La mattina del sabato ci riserva un bel diluvio che dura circa un ora ma
riesce ad abbassare drasticamente la temperatura. Scendiamo quindi a
Bardonecchia dove, strada facendo, incontriamo Fable che ci guiderà nel
tentativo di raggiungere lo Jafferau. Il racconto lo lascio a lui (vedi in
seguito).
La sera, complice l'assenza giustificata di bruno, allestiamo un tendone
bivacco dentro la sua tenda e vino, mortadella, salame, formaggio piccante e
un posciutto crudo divino vengono divorati velocemente. Fuori temporali,
acqua e vento fanno da contorno a questo magico momento! Una tenda e poche
persone per una serata veramente indimenticabile!
Il sabato... (Fable)
Toccata e fuga in giornata, quest'anno.
Dopo aver rinunciato la sera del venerdì a partire sotto la pioggia per
montare la tenda all’umido e per una sola notte, sabato mattina mi vesto da
fuoristrada e parto. Specifico come mi sono vestito perché se avessi avuto
il normale completo da turismo la pioggia mi avrebbe fatto un baffo, mentre
già da Rivoli goccioloni d’acqua mi bucano il naso attraverso il casco da
cross e mi impregnano la giacca da enduro. Tampono con un foulard sul naso e
con un antipioggia da bici indossato velocemente, e mi infilo nelle gallerie
dell’autostrada per Bardonecchia.
Per fortuna all’altezza di Exilles smette di piovere, raggiungo Bardo
all’asciutto e mi butto velocemente sulla salita per il Sommeiller. A 100
mt. dalla piana dello Scarfiotti incrocio Theo sul GS, stanno scendendo a
Bardonecchia a fare colazione.
Mi aggrego ed in paese portiamo un po’ di scompiglio nel baretto di
fronte alla stazione. Mentre aspettiamo Giampa che va a recuperare
bestemmiando il portafoglio che ha dimenticato in tenda, decidiamo di salire
sullo Jafferau.
Ci attrezziamo con salumi, formaggi e pane al supermercato e scendiamo a
Salbertrand, da qui inizia la risalita verso i 2700. La strada è un po’
segnata dalle piogge abbondanti di quest’anno, nessun problema per il
kappone tassellato ma Scal e Macello non hanno voglia di soffrire e girano
le moto. Giampa e Grazia, Bruno e Maura, Cico e Theo sono della partita.
Continuiamo a salire senza problemi fino al forte Pramand, bellissima vista
e foto di rito. Da lì fino alla famosa frana, le cui foto girano i forum su
internet, prima della galleria dei Saraceni. Studiamo il percorso, si può
fare, passiamo uno per uno tenendoci, ed in breve quasi tutte le moto sono
di là. Manca solo il GS di Theo, lui fa i capricci, la moto sembra
larghissima, ci passerà? Bruno si adopera per spostare un po’ di pietre. Poi
un balzo, ahia!, si tiene la mano, Giampa gli chiede fa tanto male?,
risposta: sì! Brutto segno, comincia a colare sangue dal guanto, in un
attimo la scena terribile, la punta dell’anulare sinistro di Bruno è appesa
al resto della mano. Fiotti di sangue, smorfia di dolore di Bruno, si è
pizzicato il dito sotto un pietrone.
Per fortuna Grazia ha un assorbente per fasciare il dito, tra tutti non
avevamo un cerotto né una garza… Riportiamo velocemente le moto di qua dalla
frana, prendo Maura con me in moto e ci fiondiamo giù per lo sterrato, poi
Susa e immediatamente pronto soccorso. Per fortuna Bruno non perde il buon
umore e viene medicato quasi prontamente…
Dopo poco io sono dovuto tornare a Torino ed attendo informazioni sul
prosieguo dell’avventure…
Grazie a tutti per la bella giornata!