Carico
com’è di sogni, di timori, di eccitazione , il giorno della partenza ha
sempre un sapore speciale. E’ il giorno in cui vada come vada il dado è
tratto. Avrò con me tutto il necessario? La moto sarà davvero a posto? Avrò
preparato tutte le cose che il gruppo si aspetta da me? Non c’è più spazio
per i dubbi, relegati nel limbo dei timori, ma solo la consapevolezza che
nello stesso momento i miei compagni di viaggio stanno eseguendo gli stessi
riti, gli stessi movimenti, con le stesse aspettative.
Il gruppo. Siamo in cinque questa volta. Io (Biros), KTM 450 exc , Pablito,
DRZ S , Scal,KTM 400 exc , Nello, DRZ E e Silan con Yamaha 400.
Nello e Silan non li conosco, neanche Scal li conosce ma a sentire Pablito
dovrebbero essere due ragazzi a posto, in gamba, cosi dice lui.
Ci incontriamo sul molo di Civitavecchia in quattro mentre Scal “Il
comodo”, ci raggiungerà la sera dopo a Tunisi in aereo.
Prima presa di contatto.
Nella
foto a lato i due nuovi amici.
Nello, a dx, , in arte Stefano e nella vita soloendurista, è persona
serissima, di poche ma lucide parole, mi da subito un’ impressione di grande
affidabilità. Silan, a sx, detto U’Dario, è un ragazzo vivacissimo e la sua
simpatia è pari alla sua loquacità.
Nella
foto, ormai a bordo della nave verso Tunisi, Dario non riesce a staccarsi
dalla sua moto. Rimarrà cosi per tutto il viaggio!!
Una
forza.
Pablito
e Scal sono nostre vecchie conoscenze.
Ci ha unito la passione per la strada, ora si è rafforzata nella polvere.
Sulla nave il tempo è sospeso. Una parentesi che divide due mondi. Forse è
giusto darsi questo tempo. La catarsi dai ritmi occidentali richiede anche
la noia e, forse, è lei la vera chiave del passaggio a sud.
Passata rapidamente la dogana
(per i timbri oltre due ore…) ritroviamo Scal all’aeroporto e a mezzanotte
inoltrata ci spariamo Tunisi – Douz in un botto. Cosi verso le otto del
mattino siamo finalmente al Paradise Hotel.
Nella foto, ormai all’alba, siamo vicini a Douz
Il resto
sono solo ansie, verifiche e preparativi finali. Nella foto Dario affida a
mani “esperte” la sua motina per cercare di alzare il manubrio di qualche
cm.
Dovrà poi intervenire Scal per rimediare alla leggendaria precisione dei
meccanici di Douz.
MANNAGGIA AL DESERTO DELLA PORTA ACCANTO.
Eppure a
scuola e a casa me lo avevano insegnato. Mai accettare le caramelle dagli
sconosciuti.
Ho sempre una preoccupazione in testa. La serie di wpt che abbiamo sarà
sufficiente?
Ma si che bastano. In fondo manca solo la tratta El Borma – B. El Kadra
(decine e decine e decine di km di puro deserto) che però guardando le carte
e foto satellitari è una linea retta con direzione circa 167 gradi Nord.
Se imposti questo angolo ci arrivi!
Ma più dell’angolo mi convince la presenza del fido Mohammed, nostra guida
per il secondo anno di seguito.
Ormai
ci siamo, la sera prima del grande raid ci sediamo attorno al tavolo e ci
scambiamo tutti i punti, tutti i percorsi e finiamo di caricare i nostri
fidi gps compresa la tratta che faremo domani.
Iniziamo
leggeri. Un percorso defaticante. La diretta Douz- Ksar Ghilane .
Nella serie di foto sotto gli ignari ed ignoranti viandanti si dirigono
felici verso il cafè du Desert. Non possono immaginare cosa li attende!!
Dopo
il Cafè du Desert decidiamo di precedere Mohammed a K.Ghilane, tanto abbiamo
inserito nei gps i wpt della pista e niente può andare storto!!
Procediamo
spediti e sicuri, il vento in faccia e la
sabbia nelle mani….guidare quaggiù è esaltante come la natura che ci
circonda.
Una
sosta e confrontando dove siamo con dove dovremmo essere, decidiamo di
tagliare per le dune e riprendere la rotta gps che abbiamo lasciato ad
alcuni km da noi.
Dovevo incominciare già allora ad
insospettirmi. FINE
PRIMA PARTE