#67388
Fugzu
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Haimè, questo è il secondo messaggio che scrivo, il primo, un vero capolavoro della lettraratura che mi avrebbe canditato al pulitzer è andato miseramente perduto, siccome Paganini non ripete vi toccherà leggere la versione 2.0.

Quando meno te lo aspetti la vita riserva delle piacevoli sorprese, l’incontro di questo fine settimana è un perfetto esempio. Un ritorno alle origini con tutti gli ingredienti che si sono ben amalgamati fra loro producendo un piccolo capolavoro. Moto, amicizia, simpatia, goliardia, ospitalità, paesaggio: la sintesi di questi ingredienti.

Tante moto, tanti amici, tanta pioggia macchisenefrega! Paesaggi fiabesci avvolti nella nebbia tinta con i colori dell’autunno, luoghi incontamintati avvolti in una piega temporale che li preserva. Percorrere strade montane sotto una pioggia che da fastidiosa diviene compagna di viaggio, l’asfalto è viscido, ci sono foglie gialle a terra, ricci e castagne ma non importa, nessuno corre tant’è unico il paesaggio. Percorriamo una sessantina di chilometri comprendendo bene che non è la quantità ma la qualità che conta.

Il tempo che resta è per gli amici, gli scambi, le confidenze, i consigli, le battute, gli scherzi. Siamo in una dimensione che ci trasforma, ci libera dagli abiti civili e ci trasporta in una dimensone fanciullesca che rinvigorisce. Uno stato che trasforma seri ed impeccabili uonimi in “amici miei” (e lo siete!), principesse del foro in novelle Arsein Lupin in un tripudio di cupoloni a tradimento, orge fotografiche degne di un incontro di rugby, sbrandamenti di militaresca memoria, brindisi, frizzi e lazzi.

Tutto questo grazie alla profonda amicizia che ci lega ed a due meravigliose persone che si sono adoperate perchè ciò avvenisse: Jor e Nikis. Dire loro grazie è poco.