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    • #47425
      interceptor
      Membro

      Amici net ho letto su un articolo di motociclismo che la dakar 2008 pare si svolga in forma ridotta in europa con partenza da budapest e che ci sia un altra tappa nei pressi di lisbona da dove originariamente sarebbe dovuta partire . tutto cio’ per far si’ che gli sponsor recuperino almeno in parte le pesanti perdite subite per l’annullamento della competizione.Per gli anni che verranno invece lo scenario della competizione sara’ quasi certamente il sudamerica .

      voi cosa ne pensate?

    • #106340
      interceptor
      Membro

      Ahhh….dimenticavo.. Il progetto prendera’ il nome di (dakar series)

      ciao

    • #106343
      Bierhoff
      Partecipante

      con molti piloti se n’è andata via anche la parigi dakar :(

    • #106356
      Scal
      Partecipante

      Questa è la fine di un’epoca.

      La Dakar non c’è più. Che senso ha chiamare Dakar una corsa che và in giro per l’Europa o il Sud America. Lì c’era un posto da raggiungere in una certa situazione, è come chiamare il gran premio di Monza allo stesso modo anche se lo fanno in Barein.

      Temo che malgrado si tenga in piedi grazie al cuore degli appassionato l’enduro ed i Raid troveranno sempre maggiori difficoltà, anche quello nostrano pane e salame.

      La situazione internazionale rende sempre più difficile avventurarsi amche in forma privata in certe aree geografiche e in europa chi accende una moto in montagna viene visto come un attentatore della salute del globo!

      Ormai la vita si vede in televisione, sia a livello di turismo (in certi posti non è propio possibile pensare di andare) che per quanto riguarda la moto di per se. Le moto sono poco tollerate sia per strada (mettono limiti e divieti proprio solo per quelle) che fuori strada …. allora? Per essere politicamante corretti c’è il Trial indoor ed il supercross nei palazzetti, il cross, le supermotard e le sportive in pista ….. il passaggio è dal vivere con l’anima una passione a sostenere un grosso giocattolo mediatico costretto dentro schemi rigidi: proprio il contrario dello spirito che la moto ed i suoi possessori cercano di amplificare.

      Tanti Don Chiscotte che non sanno adattarsi ai tempi che richiederanno di dimenticare la moto, andare con mezzi elettrici, possibilmente condivisi o con mezzi pubblici.

      abbiamo vissuto una epopea indimenticabile, pericolosa ed inaccettabile oggi; oggi la convivenza e l’ecologia chiedono tributi pesanti e purtroppo irrinunciabili, noi cerchiamo un compromesso per non rinuciare e sentirci comunque “sensibili”, ma è molto difficile.

      Alcuni di voi come me ricorderanno tempi “prestorici” situazioni che oggi sarebbero criminali (giustamente), ma che allora sembravano “normali”.

      Sulle strade non c’erano limiti e sulle statali strette e sconnesse capitava di passare a 130 140 Km orari, ogni giorno un mini gran premio per il gusto di guidare la macchina.

      In moto senza casco

      Le moto 2 tempi fumavano lasciandosi dietro una coltre nebbiosa di olio bruciato

      In monagna si andava sui prati a manetta

      Due o 3 bicchieri di vino aiutavano a guidare molto meglio

      Mio padre con una lambretta del 53 portava a spasso tutta la famiglia (4 persone) contemporaneamente. ….. e molte altre cose che oggi varrebbero minimo una denuncia a piede libero (e forse nemmeno tanto libero.

      Ogni tempo chiede il suo tributo ….. ora come ora sono molto contento di poter ancora seguire la mia passione, sperando che duri!

    • #106366
      Lunzo
      Membro

      ecco perchè ho deciso di andare al TT quest’anno, prima che cancellino un’altra cosa storica e non possoa piu andarla a vedere. Un sogno cancellato, peccato davvero. Speriamo solo le cose migliorino, oltre che per la dakar, ovviamente anche per tutta la gente che vive in africa in mezzo alle guerre….

    • #106367
      Lillo
      Membro

      non sono vecchio ma ho avuto la fortuna di gustarmi una vita “libera”… speriamo che la situazioni migliori.

    • #106384
      Theo
      Amministratore del forum
      Quote:
      scal – Questa è la fine di un’epoca.

      La Dakar non c’è più. Che senso ha chiamare Dakar una corsa che và in giro per l’Europa o il Sud America. Lì c’era un posto

      [……]

      oggi varrebbero minimo una denuncia a piede libero (e forse nemmeno tanto libero.

      Ogni tempo chiede il suo tributo ….. ora come ora sono molto contento di poter ancora seguire la mia passione, sperando che duri!

      Già…

    • #106486
      Emi
      Membro

      vediamo, sicuramente non avrà lo stesso sapore e lo stesso mito della Dakar africana, certo è che correre in alcune zone del sud america non è una passeggiata di salute, potrebbe essere anche meno peggio del previsto. Sulle tappe europee non so che dire, parlare di avventura in Europa in spazi ricavati tra strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, grandi centri abitati etc, mi sembra un po come le prove speciali dei rally che si corrono in circuiti chiusi facendo le gincane tra i birilli :)

    • #106671
      giampa
      Membro

      anche i dakariani son diventati segaioli… ma da un lato a certa gente gli sta ben fatta… inventassero le macchine che vanno a coca cola, così col petrolio ci si facciano l’aperitivo. (banna pure)

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