Bo-Ovindoli e ritorno











Sulle tracce di un tal Gaius Cassius Longino (dal nome che è tutto un programma!), 











alle 7,30 del  22 agosto, 3 coppie di Net hanno solcato il tracciato che si snoda tra Ponte Vecchio 











in Firenze e Ponte Milvio in Roma.











Con noi era pure il Chè sulla maglietta del rivoluzionario dl gruppo.











 























Per ragioni di tempo, l’Appennino è stato attraversato in autopalle per agganciare la SS2 a Siena percorrendo la superstrada.











Considerando il periodo con scarsità di traffico, è stato un tratto di scorrevolezza comunque piacevole da guidare. (ore 10 – 180 km)











Di fatto, tolto l’attraversamento verde del Chianti, la parte paesaggisticamente migliore del percorso comincia proprio da qui.











A differenza di altre consolari che si sviluppano quasi completamente nelle valli dei fiumi , gli antichi romani tracciarono, per le loro legioni, questo percorso su dolci pendii e crinali che probabilmente 2100 anni or sono, erano fitti di boschi .











Oggi nel percorrere il nastro di asfalto, si possono invece godere viste sconfinate di colline rotondeggianti coltivate a perdita d’occhio a frumento e grano.











In sequenza si attraversano paesi di piccole dimensioni , tutti di epoca medioevale ottimamente conservati come Buonconvento e S.Quirico d’Orcia.











Sicuramente gli antichi non erano dotati di mezzi con velocità pericolose, quindi nessuno passato sotto al velox situato da bastardi nel rettilineo di S.Quirico con limite 50 km/h, avrà ricevuto una simpatica fotografia del culo del proprio cavallo, cosa invece verosimile a chi, distratto dal paesaggio, stesse passeggiando in motoretta …. sperem!!!











Avendo tempo, qui si potrebbe divagare tra Pienza , borgo di interesse architettonico , 











Montepulciano , per ragioni enologiche, 











Chianciano, per le terme, 











 invece proseguiamo per  Radicofani , senza entrarvi, fino al confine regionale.











Il confine risulta ben evidente sotto le ruote, nel senso che se anche non ci fosse il cartello di fine Toscana ed inizio provincia di Viterbo, l’asfalto, inizia ad essere pieno di buche ed il ciglio della strada invaso dalla vegetazione incolta . 











Anche il paesaggio è evidentemente meno curato , la campagna semi abbandonata con costruzioni mal mantenute se non diroccate.











Siamo ad Acquapendente sempre sullo stesso tema storico. Varrebbe una visita ma … non c’è tempo.











Il meteo è grandioso , sole ma no caldo, traffico scarso e solo in prossimità dei centri abitati, velox ancora troppi!!











Gianfranco tranquillo perché ha visto le previsioni che danno acqua ma … in Sassonia!











Scavallando i monti Volsini, siamo al lato del lago di Bolsena che visto dall’alto è un grande vulcano pieno d’acqua!!











Passa  Montefiascone e finalmente la prima tappa designata;  Viterbo.











Ore 12,30 in perfetto orario e come noi andiamo a pranzo, anche Alfapora ha bisogno di biada.











320 km con 17 litri sono soddisfatto del mio ferro che con passeggero e bagagli su percorso misto,  mi fa quasi 19 km/l !











Approposito alla faccia che la Ducati ha assistenza cara, sono moto piene di problemi ecc ecc…











E’ la terza che possiedo per un totale di percorrenze ad oggi di ca 80000 km ed a parte la marmitta che ho seminato in un paese dolomitico , ma per colpa mia (che risate !!), non ho mai dovuto ricorrere alla cura di alcun meccano per qual si voglia guasto , né elettrico né meccanico.











Prima di partire ho tagliandato “e mutor” per il secondo anno di vita, 18000 km senza una sbavatura.











Così come per il primo anno ho pagato 81 € (portando il mio olio !) ed oltre ai controlli di rito,  mi hanno :











aggiornato il SW delle centraline, testato tutti i sensori (DTC, ABS ecc), sottoposto a “richiamo” per  sostituire il refrigerante del radiatore, fornito di scheda dei controlli eseguiti e registrato tutto sul cervellone della casa madre che tiene aggiornati tutti i dati delle motorette dei propri clienti.











Se avessi voluto mi avrebbero anche prestato gratis (broda a parte) uno scooter di cortesia per la giornata del tagliando e l’ho portata ad agosto prima che chiudessero !!











Torniamo al viaggio, si parlava di mangiare.











Rimasti basiti quando, in una osteria del centro di Viterbo vicinissima all’imponente villa trecentesca del cardinale Albornoz, siamo andati a pagare il conto; 











per pasto completo a cranio ben 9 €, bevande e caffè compresi, il tutto condito con scontrino fiscale….. oddio, il servizio non è stato dei più rapidi siamo rimasti seduti più di 1 ora , ma la cosa è stata gradita dalle chiappe delle zavorrine ….











 























Ore 14,00 in marcia direzione GRA passando Vetralla, Sutri (che sarebbe senz’altro da ispezionare all’interno degli scavi di epoca preistorica) e costeggiando il lago di Martignano si esce dalla zona orografica dei vulcani Sabatini.











La Capitale è vicina, cambia tutto e noi allunghiamo il passo per raggiungere l’uscita dedicata a Tiburzio.











Peccato che nonostante TOMTOM, Navigatori su smatrphone di tutti i tipi e mappe , sono riuscito a infilare il GRA esattamente dalla parte opposta a quella dovuta.











Poco male da li a quando siamo rientrati, direi che il 20% degli incroci li ho toppati regolarmente tanto che l’ultimo giorno all’ultimo incrocio , gli altri due equipaggi, hanno deciso di non seguirmi più !!











Infiliamo quindi la Tiburtina che, tagliando Tivoli con le sue fontane (già meta di un mitico raduno Net del 2003) permetterà di alzarci di quota.











Minaccia pioggia e scatta l’agitazione.











Ci fermiamo per decidere, prendiamo A24 che facciamo prima, 











ci fermiamo per decidere, usciamo ad Avezzano, e Gianfra pensa che sarebbe meglio fare il pieno….











Piove “governo ladro”, ma piove di brutto, “governo mooolto ladro”.











Ci fermiamo per impermeabilizzarci, tra le imprecazioni di tutti, è scena oramai collaudata .











Quando cerchi un posto coperto per vestirti all’asciutto , l’hai regolarmente appena passato, quindi l’incazzo monta, se poi ci metti che per 500 km tutto è stato tranquillo, te ne mancano una quarantina e sei stanco e piove forte…..











Però le zavorrine in questo caso sono fondamentali per rasserenare gli animi, la Mary con l’aria giuliva,  spara cazzate e tutti sorridono, mentre Lidia tiene sedato Gianfra e BT sovraintende le manovre di vestizione.











Per qualche strano fenomeno di concentrazione delle masse da fare invidia a Newton, all’interno dei paesi c’è un tasso di auto valutabile nel doppio degli abitanti. Mi sono persuaso che ognuno dei paesani in età compresa tra i 18 ed i 99 anni, possiede almeno 2 auto. La prima la tengono parcheggiata come possono dove possono nei vicoli medioevali poiché le abitazioni sono assolutamente prive di garage, mentre la seconda la usano per intasare le 4 strade del paese scambiando l’auto per una comoda poltrona da conversazione tra automobilisti …. Calmooooo, siamo oramai arrivati











Si sale fino 1400 m.s.l.m., Ovindoli ci accoglie con il soundcheck in piazza del concertone di Mal dei Primitives, ricordate Furia è il cavallo dell’west ?











 Proprio lui , classe 1944 e non sentirli …..











Ore 18,00, 530 km da casa, zavorrine stanche …..











Grande ospitalità del famoso locale Wanted di Jack, nella piazza del paesino, consigliato a tutti i motociclisti di passaggio, trattamento speciale per i Net. Dopo una visita panoramica al borgo splendidamente conservato, abbiamo cenato ovviamente con arrosticini ma non solo, a 12 €/cad.











 























B&B … al nero … ma in ottima posizione panoramica 60€ in doppia.











8,40 di venerdì , l’angoscia iniziale di Gianfra, ma che si è poi riproposta per tutto il giorno, è stata :











“Basterà la broda per fare il prossimo tratto di strada ?” 











Propongo un pubblico dibattito oppure andiamo dal benzinaio e risolviamo per un po’!! Nella Suzuki di Gian entrano a forza ben 7 litri.











Attreverso l’altopiano delle Rocche, dove ammiriamo verso nord il maestoso Gran Sasso d’Italia , caliamo a quota 1000 m.s.l.m. per visitare L’Aquila.











Devo segnalare che facendo due passi all’interno della zona rossa, fino alla Piazza del Duomo, finalmente, dopo tre anni di immobilismo totale, si vede in movimento qua e là , qualche cantiere di ristrutturazione del disastro nel centro storico.











 























Con ogni probabilità i singoli proprietari hanno trovato il modo di arrangiarsi e si sono messi all’opera superando la devastante burocrazia che solitamente spadroneggia in queste situazioni.











Non resisto e compero una treccia di aglio di Sulmona al mercato, suscitando la perplessità di BT per come trasportare l’oggetto fino a casa.











La vita fuori dal centro è come me la ricordavo prima del sisma; 











forza aquilani che siete sulla buona strada!!











Rifornimento , 13 litri consumati per fare 252 km, sono in media perfetta. Gianfra fa comunque il pieno, non si sa mai !!











Ore 11,00, è il momento di  dedicarsi alle curve ma naturalmente nel tentativo di infilare la Ss 80, sbaglio strada  e nelle imprecazioni dei pazienti compagni di viaggio,  nel giro di 40 minuti siamo in cima al Passo delle Capannelle.











 























Montereale …….  prima interruzione stradale, il sindaco , perentoriamente dice che la strada è franata dopo 6,800 km e vieta il transito.











Ci siamo guardati nelle palle degli occhi, ci siamo detti, ma noi siamo i Netraiders,  non è certo un cartello scritto da un primo cittadino che ci ferma, e ci infiliamo superando la barriera.











Come capita nel 90% dei casi, i comuni non hanno soldi per correre dietro a tutte le strade in dissesto, quindi fanno prima a scrivere un’ordinanza che attivare un cantiere, risultato, siamo passati regolarmente.











Bordona, Posta, Leonessa …. seconda interruzione stradale, un paffuto comandante dei VVUU, sotto il solleone di mezzogiorno, ci mostra stancamente una paletta una decina di metri prima di una curva farfugliando qualcosa di incomprensibile.











Come finisce di “sbaruslare”, dal bordo esterno della curva, partono una serie di razzi con botto che  in normali condizioni notturne d’impiego, sarebbero stati fuochi di artificio, ma in pieno giorno risulta solo come una sequenza di fischi e botti, il tutto per circa 3 minuti.











Bene, pensiamo sia finita, quindi applaudiamo e rimettiamo in moto ma ….. scatta una musica di banda paesana che rimaneva nascosta dietro la curva. 











Subito “l’Urbano” ha agitato nuovamente la sua palettina farfugliando nuovamente qualcosa che poteva sembrare : “C’è la processione!”.











Così sempre sotto al sole, mentre Steve snocciolava il rosario, ci siamo fregiati di fornire ala modello corazzieri a cavallo assieme ai concittadini, sindaco e parroco, a San Stof nuovamente nella sua cappella a bordo strada alla fine del paese…. un’esperienza inebriante quando passati all’interno del corteo, un ignoto paesano, ha tenuto a sottolineare : “ la miglior moto del mondo!”.











Successivamente parlandone con gli altri ciascuno ha capito a proprio comodo la frase:











BT afferma di aver sentito “ la miglior donna del mondo” …..











Steve era convinto che il soggetto  fosse la Transalp ……











Gianfra , era intento a verificare se ci potessero essere delle nuvole con rischio di pioggia e non ha sentito











La Grazia non si è accorta che la messa era finita e schiacciava un riposino











La Lidia scattava foto e credeva si parlasse del Santo











Alfapora invece ha capito che era un complimento per lui e sobbalzava dalla gioia J











Sp 521/79 sosta panino lago di Piediluco, ore 13,30.











Per evitare traffico puntiamo a nord verso Arrone e infilare il tunnel  della 209 all’altezza di S.Anatolia.











Una volta sulla Flaminia, sopra Spoleto, superiamo Gualdo Tadino e raggiungiamo Gubbio, dove decidiamo che magari è il caso di cercare da dormire , sono le 17,00.











Fatti 275 km con 15 litri, appena sotto media.











La così detta “inculata”, c’è in tutti i viaggi, e l’hotel Emma lungo la 219 , 3 km fuori paese è quella di questo !! Evitare con accuratezza, perché se è vero che è costato 52 € a doppia con colazione, è vero anche che il colera è gratis …. purtroppo però questo w.e. in città c’è una gara di velocità in salita e non c’è molta disponibilità di camere .











Mi sovviene che da queste parti abita un certo Zivas noto Net , proviamo !











Pronto? Gabriele? Noi siamo sotto casa tua , si piglia l’aperitivo assieme ?











 Valeria e Gabriele, ci permettono di visitare la splendida cittadina medioevale raccontandoci un po’ dei suoi segreti che hanno quell’alone di magico e trascendente, il tutto condito di aperitivo al tramonto su vista panoramica e cena tipica (tartufo, funghi e Sagrantino).











 























Naturalmente tra le visite non poteva mancare quella al garage di Zivas, quale onore, penso che per questo pellegrinaggio otterremo l’indulgenza plenaria anche postuma !!











 























Parlando di giri in moto e cucina vegana, arriva l’ora del riposo.











All’alba , avendo dormito poco per la morfologia fantasiosa del materasso e per le pareti di carta velina della bettola che ci ospitava, dopo una pietosa colazione che fa infuriare Steve al quale al mattino servono quelle 5000 Kcal per carburare, si piglia per la terra di Romagna.











Sosta culturale a Sansepolcro, terra di Piero, un certo personaggio della Francesca , nota baldracca del paese alla quale era molto devoto.











Imbocchiamo la 258 per Viamaggio, proprio qui, usciamo dal percorso principale (Valmarecchia) per raggiungere il Fumaiolo ed effettuare una passeggiatina nel bosco a 1400 m.s.l.m. a visitare le sorgenti del Tevere.











Micca pugnette, quando c’era Lui si spostavano anche i confini delle provincie per far sì che il fiume prima di arrivare nella Capitale scorrendo per mezza Italia, nascesse in Romagna. Proprio due vite parallele !!











 























A questo punto , la piadina con salsiccia e un quartino di sangiovese sono d’obbligo ed alle 14 si decide di chiudere passando dal Passo Carnaio e Centocroci fino a Rocca San Casciano dove oramai a valle, la festa è finita, Forlì e , lungo la corsia di emergenza causa intasamento totale dell’autopalle, Bologna (286 km).











Tutto questo per dire cosa :











non lo so ma l’Italia è sempre più bella ogni volta che la osservo, anche se già vista.











Se aggiungiamo che in moto consumo poco e l’autostrada è stata evitata al massimo, per mangiare tipico ma senza risparmiarci e dormire due notti ci siamo accontentati, è dimostrato che fare vacanza è possibile anche in tempi economicamente grigi. 











NetBravagente!





















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