“Ciao Lorenzo, c’è Sachs che ha organizzato un giro tra Piemonte e Francia che dici se ci andiamo?”

Tante volte per una frase detta o non detta le cose cambiano sensibilmente.

Dunque ci buttiamo a palla verso Cuneo, è un Venerdì pomeriggio di ferie (cosa abbastanza inusuale) e anche la Pallostrada, sembra migliorerispettoi tutti i problemi del lavoro. Vedo Biros negli specchietti e il navigatore conta all’indietro i km che restano per la Bed & Breakfast . Lo vedo negli specchietti da Peschiera a Desenzano, dopo di che ci rimettiamo nella formazione tipo con lui che fa l’andatura ed io che guardo i tuboni inox del vara cercando di continuare a vederli.

La sera di Venerdì è stato un tuffo nel passato con Tiger e Tigrotta, Net che come i più cari amici d’infanzia, puoi non vederli per anni, ma poi quando li incontri sembra di averci mangiato insieme la sera prima tirando a notte a far cazzate e a raccontarle ancora più grosse. Li, in quell localino nella piazzetta, si è generata una strana sindrome in cui c’erano 11 famelici che mangiavano e due che tra un boccone e l’altro continuavano a sparire nel retro e a tirare fuori i più disparati contenitori con cibi cotti di vario tipo, cominciamo bene: non doveva essere domani sera la cena dell’abbuffata?

Dopo vari tira e molla, non abbiamo messo l’olio esausto della frittura per il rabbocco della BMW di Vindea,anche se eravamo quasi riusciti a convincerlo.

La mattina si parte con un ritardino ragionevolissimo (con saluto a Tiger e Tigrotta: lascirli li è un po un peccato!) e cominciamo il giro sperando di giocare a nascondino con le nuvole. Pronti via e si è aperto un mondo sconosciuto e particolare, salire e scendere su qui passi (e li chiamano colli) cambia la prospettiva di guidare o comunque vivere la montagna da viaggiatori. Stradine minuscole, ma asfaltate portano in cima a montagne completamente disabitate, qualche macchina o moto di passaggio, ma non c’è nulla, a parte le marmotte scocciate che se ne vanno stizzite verso le loro tane: uno spettacolo! Completamente diverso dalla val D’aosta o dal Trentino. Certo i polsi di chi guidava le stradali con i semimanubri avrebbero apprezzato asfalti più curati, m ala sofferenza è stata senza dubbio ripagata dallo spettacolo a cui abbiamo assistito ripetutamente: Alla fine non so più quante volte siamo saliti e scesi e quante volte abbiamo sapziato tra terra e cielo.: sicuramante una volta in più del necessario, visto che Biros, a manetta ,non vede le deviazaioni!

Il meteo ha capito che doveva essere una giornata speciale e ci ha lasciato godere fino a sera …poi … tanto eravamo dentro a cercare di vincere una sfida con montagne di carne a livello dei passi alpini fatti.

Ho tutte le tracce da scaricare e guardare cm per cm su google heart, poche foto (e spero in quelle degli altri), ma alla fine quello che mi potro via sono le istantanee dentro la mia mente:

· Un gruppo di persone che come sempre ti senti calzato addoso: sei nel tuo elemento!

· Un filo di asfalto precario che ti porta ai confini dll’immaginario fin sotto il cielo, tra montagne irreali dove i ghiacciai hanno lasciato il segno del loro passaggio

· Quel senso di liberazione dove gli occhi spaziano e vedono i compagni di viaggio con la stessa tua espressione

· Ciri che arrivava e dovevamo rifare tutte le foto, così tutti possiamo scegliere se stampare la stessa foto con Ciri o senza Ciri!

· Un pensiero che ti fa sussurrare, che bello! Ah se ci fosse anche ….. perché le cose belle vanno condivise con gli amici e gli affetti

· Un paesino (Ponte Chianale) fermo congelato nel tempo, con 11 abitanti fissi un fiume che lo taglia in due e tutto di pietra e legno.

· Il ristomuseo, un estratto di oggetti antichi affascinanti, e taaanta carne!

· E voilà, una donna sicuramente segnata dagli eventi, che tira avanti una baracca che potrà raccogliere una 40ina di persone e dispensa ordini, divieti e cortesia allo stesso modo.

Alla fine quando è arrivata con l’organetto per salutarci alla partenza (Biros ed io) la situazione era talemente paradossale che non ho potuto di fare a meno di assumere la parte dlll’orso che balla ….. evviva il circo!

Una cosa che ho capito e che è solo una riconferma: per stare vicino a Sachs e Biros devo raggiungere quello stato di sublimazione mentale, in cui tutto scompare al di la della moto, la strada il suo intorno, la simbiosi perfetta con la mia povera motina. Quando succede è bellissimo, perché si azzerano i problemi di qualsiasi tipo, un sentire fisico tra moto strada e corpo, poi respiri un attimo e li perdi …. Ma tanto si ritrovano!

Comunque non voglio parlare di gomme, tanto a parte differenze minime, qualsiasi moto guidassi e con qualsiasi gomma (naturalmente in buono stato) la situazione sarebbe più o meno la stessa. E’ sempre l’uomo il limite e quei due sono Macchine!

Il giorno dopo è strano, tra il residuo dell’eccitazione e del divertimento e la realtà ….. un pensiero sempre: ma …. E la prossima?


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