FrontPage Forums Motociclisti NetRaiders adesso è troppo! Basta Dakar

  • Questo topic ha 23 risposte, 13 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 16 anni fa da bibendum.
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    • #45334
      Niki
      Partecipante
    • #73276
      giampa
      Membro

      hei!!! ma che vi ha preso a tutti, pure questo è stato un incidente, è chiaro, è doloroso, ma è un incidente come è sempre successo anche nei relly di casa nostra e probabilmente continuerà a succedere fin che la gente sta assiepata sottocurva o in posti pericolosi.

    • #73278
      APOLLO1964
      Membro

      Niky, come sempre è difficile sapere cosa è successo……
      Gli incidenti ci sono, purtroppo la popolazione adesso che si arriva nel Senegal aumenta, e si ferma a vedere come succede da noi, quando passa il giro d’Italia,piuttosto che la fiamma olimpica, certo sono manifestazioni differenti, tant’è che l’organizzazione ha cercato di porre rimedio mettendo i limiti nei villaggi…l’incidente (almeno su SI dicevano così) si è svolto all’esterno di un villaggio……certo è brutto e non c’è da esserne contenti, ma è stato un incidente….grave….
      Cis ono altri incidenti che succedono tutti i giorni, per l’incuria di molti o perchè le istituzioni giocano con la nostra vita, basta farsi un giro su di una qualsiasi autostrada….e può essere uguale ad attraversarla a piedi….
      Ciao Ruggi

    • #73282
      Simbad
      Membro

      Di solito quando la corsa entra in un villaggio deve rispettare un limite di velocità stabilito dal regolarmento. La cosa è dolorosa, ma rimane pur sempre un tragico incidente. Mi auguro che almeno l’organizzazione non abbandoni i genitori del bambino.

    • #73287
      Tenente
      Membro

      povero bambino… quand’è che la corsa (tutte le corse in genere) comincerà ad avere più rispetto per l’uomo che per il cronometro? Non voglio demonizzare la Dakar, ma essere pazzi e correre come dannati, fregarsene delle direttive dei giudici di gara e andare fuori percorso è da imbecilli; l’altroieri vedevo un servizio dove la maggior parte dei piloti se ne fregano di rallentare quando i giudici fanno cenno con la mano, se ne fregano di prendere certe direzioni ai bivi, con tanto di giudici che si sbracciano come dannati per dargli la direzione giusta, se questo è fare una parigi dakar allora mandategli i nostri carabinieri con la paletta, (di sabbia ce n’è parecchia) e vediamo le multe che fioccano. Chiaro che ragiono per assurdo, ma secondo me ci vuole una rieducazione dei piloti e anche del pubblico, il pilota deve essere consapevole che puo’ uccidere qualcuno (se stesso, il copilota e il pubblico) e gli spettatori devono mettersi in testa che stare a un metro dalle auto a 180km/h è stare a un metro dalla morte.

    • #73288
      Gunny
      Partecipante

      Mi dispiace Tenente ma non sono d’accordo con te, il pilota fa il suo lavoro e che l’organizzazione deve organizzarsi, se il pilota dovesse andare piano diventerebbe una gara d’amatori e non una competizione, cosi allora dovrebero chiudede anche il rally.
      si e’ tristae che un bambino ci abbia rimesso la vita ma i genitori dove erano? gli organizzatori che facevano?

    • #73291
      Tenente
      Membro

      Gunny, di certo non mi sono espresso al meglio, abbi pazienza, io dicevo che i piloti dovrebbero rispettare di più le indicazioni che danno i giuduci di gara, per quello riportavo gli esempi visti in tv, per il bambino dicevo che lui non ha colpa, hai detto bene: dov’erano i genitori? ecco che più o meno i nostri pensieri combaciano, torno sul fatto che è da irresponsabili accostarsi così tanto alle auto che corrono.
      che i piloti debbano andare più piano lo riferivo solo al rispetto dei limiti dove ci sono e dove c’è il pubblico stà agli spettatori farsi da parte. Che invece tutti i piloti sono lì per gareggiare è vero, non stanno per una gitarella. Comunque grazie Gunny :-)

    • #73296
      APOLLO1964
      Membro

      Mi sembra di essere l’avvocato delle cause perse…..
      Allora l’organizzazione c’è infatti la velocità viene controllata con il GPS tant’è che alcuni piloti hanno preso delle penalità….
      Le scene a cui ti riferivi tu viste in tv erano degli addetti che toglievano dei sassi, non sempre è possibili passare dove ti dicono…..chi ha guidato sulla sabbia o su fondi a scarsa aderenza sa di cosa parlo….io posso dirti passa di qui, ma se tu valuti che non è la strada giusta cosa fai??? Passi di lì con il rischio di insabbiarti e dover sudare le 7 camicie per tirar fuori il mezzo???
      Rimane il fatto, che tutti sono colpevoli, e tutti innocenti!!!
      Ruggi

    • #73302
      Tenente
      Membro

      HO APPENA SENTITO ALLA RADIO DI UN’ENNESIMO INCIDENTE MORTALE, un ragazzo è stato ucciso da un cammion

    • #73303
      Niki
      Partecipante

      Ognuno la pensa come vuole, però un pilota che muore lo ha deciso lui di correre, mentre questo ragazzino e questo ragazzo no. Che motivo c’è di passare nei centri abitati? me lo spiegate voi che la conoscete meglio di me la dakar? E’ corsa nel deserto no? che deserto sia allora? Eppoi non credo che, il colpevole di queste morti verrà incriminato come si dovrebbe fare per vedere se ha sbagliato o meno o se la sua velocità era moderata (e se moderata era si sarebbe fermato in tempo credo).

    • #73309
      Bierhoff
      Partecipante

      ora però non esageriamo … se la metti così allora perchè il bambino ha attraversato la strada? perchè i genitori non lo hanno tenuto per mano? perchè non si guardano la corsa un pò più lontano che a bordo strada?

      come il pilota ha deciso di correre così l’essere umano ha deciso di vedersi la corsa in uscita di curva ad esempio….

      che sia tutto sbagliato a da rivedere quello è un altro discorso …

    • #73310
      Sacks
      Partecipante

      Non riesco bene a capire le notizie dei tg ma dovrebbe esserne morto uno anche oggi. E’ la stessa cosa di quando muore la gente che guarda i rally in tutto il mondo. Ho visto un paio di montecarlo e un sanremo e vedendo quant’è stupida la gente mi stupisco che ne siano morti così pochi

    • #73311
      Bierhoff
      Partecipante

      è vero … un altro bimbo di 12 anni … e il giornalista ha detto una cosa giusta: quelle persone non sono abituate a eventi mediatici di così grande importanza e pericolosità … a questo punto mi sembra che sia una cosa più giusta che la corsa non passi all’internodi paesi ma molto lontano o nel caso passino a bassissime velocità

    • #73314
      giampa
      Membro

      mi sento di dover commentare di nuovo quest’ultima disgrazia. Tutto è giusto e tutto è sbagliato. non tanta, ma un poco di esperienza africana l’ho acquisita, le persone in quei posti non sono abituate alle auto, e tanto meno a quelle folli velocità e ai suoi rischi,e non sanno valutare se un punto è più o meno sicuro, ma sicuramente sono attratte da un evento che probabilmente le capita di vedere una volta nella vita,non hanno mai visto mostri simili a sfrecciare a quelle velocità e di conseguenza ne hanno una forte attrazione fino al punto di volerle sfidare. Inoltre in africa si vive nelle strade, è l’unica fonte di comunicazione e di unione, i bambini percorrono anche 40 kilometri al giorno a piedi solo per andare a scuola, soli, lasciati al loro destino. Non vi sono genitori che tengono i bambini per mano.I paesi sono le strade e le strade i paesi, L’organizzazione non può pensare di cordonare mille kilometri di pista metro per metro.è stato un altro incidente, grave,molto grave e crudo come cruda è tutta l’africa e questo mi addolora.Chissà, forse quel bambino ha preferito morire rincorrendo un mito piuttosto che morire di sete, di fame, di malaria, di,lebbra, di dissenteria,o di una qualsiasiasi leggera malattia che la diventa mortale. Io non sono in grado di giudicare se la Dakas sia giusto continuarla o sospenderla, se sia giusto ripeterla o non farla mai più, di certo so che in una corsa così non si possono mettere troppe regole,carabinieri,controlli e balle di paglia.

    • #73326
      Fugzu
      Membro

      Forse sbaglio ma penso che alcune popolazioni africane vedano i mezzi che corrono nella Parigi Dakar come noi potremo vedere una gara di astronavi fotoniche extraterrestri nelle nostre strade. Per quanto mi piaccia come corsa, per la sua spettacolarità, ritengo che il valore di una vita umana, qualunque vita, di un pilota come di un bambino, è sempre superiore a quello della corsa. Ha sbagliato l’organizzazione a non preoccuparsi seriamente della sicurezza in un ambeinte così particolare. Intanto penso a come si sentiranno adesso i piloti del camion.

    • #73359
      Niki
      Partecipante

      Giampa e Fugzu hanno risposte per me.

      Bierhoff come puoi pensare che sia stata colpa dell’incoscenza del bimbo? o di una madre snaturata? spesso non ce l’hanno nemmeno una mamma!

      Io dico che se Dakar deve essere che sia lontano dei centri abitati, che motivo c’è di passare vicino a delle persone? forse perchè è più folkloristico e scenografico? ma per favoreeeee….

      Ripeto che poi i piloti per una passione possano rischiare e perderci la vita è un’altro conto, ma gli lasciate fuori chi non c’entra niente.

    • #73362
      Bierhoff
      Partecipante

      niki il mio era un discorso in generale e non del singolo caso

    • #73383
      Lillo
      Membro

      è sicuramente una disgrazia, ma a mio parere la dakar non va fermata.

      Ad ogni gara di rally dei cretini si mettono in posizioni rischiose, poi se x fortuna o volontà divina gli va sempre bene è un altro discorso….

    • #73388
      Fugzu
      Membro

      Parigi Dakar non è un rally, ma una corsa che attraversa regioni dove la popolazione ignora cosa sia un GPS, dove è grassa se passa un camion scassato ogni mese. Scusa ma non è pensabile paragonare un bambino che assite e viene travolto alla stupidità di chi, coscentemente, rischia la propria vita per scattare una foto o solo per vedere da vicino le auto rombanti.

    • #73402
      Pablito
      Partecipante

      La Dakar, come ha detto ieri il Presidente della Repubblica del Senegal, é un avvenimento che appartiene ai paesi attraverdati dalla corsa, ed in particolare al Senegal.

      Ritengo molto difficile rendere la corsa meno pericolosa per i piloti. Certo si potrebbero fare tappe più brevi, limitare i trasferimenti, privilegiare sempre di più (come si sta già facendo peraltro) la navigazione a scapito della velocità, ma la pericolosità intrinseca della gara non cambierrebbe di molto.
      Altro discorso é renderla meno pericolosa per le popolazioni dei villaggi attraversati; qui molto si può fare e dovrà necessariamente essere fatto se si vuole evitare che l’esacrazione del mondo faccia decadere la gara ad una manifestazione di serie B (con tutte le conseguenze per l’indotto economico che é quello che la muove…. meno interesse=meno soldi…).
      Resta il fatto che chi, da piccolo dilettante come me, ha percorso in parte quelle piste (a velocità molto ma molto più basse) resta stupito ed ammirato di fronte alle performances dei campioni che riescono a mantenere medie oltre i cento orari in tappe di svariate centinaia di km. senza crollare al suolo esausti.
      Ricordate che il sogno della maggior parte dei dilettanti che si iscrivono alla gara non é quello di vincerla ma, più semplicemente, di arrivare al Lago Rosa e di sfilare in parata sulla spiaggia di Dakar.

    • #73421
      giampa
      Membro

      No, non credo che in certi punti sia possibile evitare i villaggi, in quei posti esiste una sola strada e tracciarne un’altra appositamente non credo sia fattibile, e poi comunque quelli non sono posti desertici e la gente la trovi ovunque lungo le strade ed inoltre e poi non hanno il senso del pericolo, di mettersi sopra o sotto curva, sono cose che non possono capire, anzi magari ti corrono incontro nel tentativo di realzzare qualche spicciolo magari vendendoti qualunque cosa. “so che questa frase farà discutere molti di voi, ma agli ASINI ci avete pensato?…si, in certi luoghi ha più valore la vita di un asino, di una mucca, di una capra o di un cammello, fonti di reddito, un bambino è una bocca in più da sfamare”

    • #73458
      APOLLO1964
      Membro

      Dico solo la mia utlimissima opinione….allora non far passare la Dakar nei paese sarebbe un danno per quei villaggi o quelle nazioni….l’organizzazione dà dei contributi per il passaggio, che magari rendono la vita “leggermente” migliore…..
      Altra cosa nelle prime tappe era possibile vedere (sempre in televiisone) gente sulle dune a fare le foto…a moto/macchine/camion, erano la maggior parte turisti ed appassionati, se fosse successo un incidente lì saremmo stati tutti d’accordo che se l’era cercato…
      Ciao Ruggi

    • #73462
      Mago di ozz
      Partecipante

      anche da noi ai tempi della mille miglia o della Milano Taranto in moto si correva tra i paesi….. anche nei rally odierni si corre tra ali di folla incosciente … è una gara, molto dura, forse troppo dura ma è una gara,…. riducano tempi di percorrenza delle speciali, riducano potenza , ma non dimentichiamo che è una gara…ed il bello della gara è trovare il limite… non togliamo la Dakar… rendiamola meno pericolosa..

    • #73483
      bibendum
      Membro

      Scusate ma cos’è una gara se non per amatori?
      Credo che il male della Dakar sia l’agonismo portato all’estremo dai milioni di euro e dollari che girano.
      L’incidente in se non fermerà il circo, risveglia le coscenze di tutti noi e basta. Credo che ci vogliano comunque regole e limiti molto piu severi. Che limite è per le moto 160 all’ora su piste rocciose o sabbiose, oppure 80 allora per tutti quando si attraversa un villaggio che sorge sulla terra battuta da piedi scalzi? non è certo con limiti del genere che si risparmiano la vita di piloti e spettatori. Ma la Dakar è spettacolo, nessuno di noi guardando le immagini in tv si pone il problema, si pensa unicamente agli spazzi alla polvere alle emozioni.
      Poi succede il disastro ci si ferma un’attimo a riflettere e poi? Via …. ricomincia lo spettacolo.

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