Molti pensano che sia il sangue quello che ci tiene in vita, ma per un motociclista non è così…o meglio, non è l’unico ‘fluido’ ad essere necessario.

Un sabato di primavera, sul finire della giornata, ero da solo in moto, di ritorno dal drive test alla Yamaha dove ho provato la Supertenerè 1200; dopo una giornata in moto e in compagnia di amici, ho scaricato Valeria a casa e me ne sono andato a 40 km di distanza per fare questa prova.

Al ritorno ero solo con la mia moto; dondolando allegramente tra le curve, ad un certo punto ho percepito una forza improvvisa, scaturita dalla consapevolezza che la mia sospensione vitale invernale è arrivata finalmente al termine, e che da ora fino all’autunno posso godermi le mie moto e recuperare quello stato di grazia e di salute mentale che solo la moto sa darmi.

Di solito non scrivo cose di questo tipo, sono uno molto pratico e con poco senso poetico, ma vi giuro che la percezione di questa forza è stata straordinaria e mi sono trovato addosso una soddisfazione inimmaginabile quanto improvvisa.

Lo so che la moto si prende tutto l’anno e che anche per me questo non era il primo giro dell’anno, ma guidare con il tempo bello, sul calar della sera, con le strade pulite e poco traffico per me è una gioia immensa; guidare d’inverno non mi piace perchè c’è sempre brecciolina, ghiaccio, bagnato, ecc…tutte cose che non mi fanno stare sufficientemente rilassato quanto vorrei; viceversa, quando arriva la bella stagione, è tutta un’altra cosa.
E poi sabato l’appennino era bellissimo, sovrastato da un cielo azzurro che era un pò che non si vedeva!

Ormai sono più di 20 anni che vado in moto e ho l’assoluta certezza che non potrei mai farne a meno: rischierei di ammalarmi in poco tempo; a me la moto fa l’effetto di un potente medicinale che fa passare tutti i mali e aiuta a sorridere al futuro e a dimenticare tutti i guai che ognuno di noi ogni giorno deve affrontare.


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