La risposta del Gruppo 2 (quelli del divano) al Gruppo 1 (quelli che vogliono godere)

“Macchè divano e divano!”

Il nostro giro era molto più bellissimo del vostro!! Siamo partiti ad un orario…da ferie (ore 9:00).

Tutte le moto avviate al primo colpo (anche quella plug-in)

e ci siamo incamminati lungo la vostra stessa strada. Anche a distanza di un’ora e mezza, potevamo seguire le scie di olio bruciato dai boxer bavaresi. Stando attenti però a schivare le pozzanghere lasciate dagli ammortizzatori di Zivas…

A metà strada tra il campo base e la partenza del traghetto, più o meno dove c’era la palla sul ponDe, (questa la capiranno in pochi) qualcuno ha avuto la malaugurata idea di fermarsi per non so che cavolo di motivo. Ah… Ricordo…Forse benzina. Vabbe… Pronti….VIA!… Ciuff prrrrr…

NOOO!!!! La teutonica moto dai tanti cilindri non parte. O meglio, parte quando vuole lei. E in quel momento… Nisba. Fortuna vuole che il gestore del distributore aveva dei cavi in vendita e, attaccata all’inarrestabile Varadero del Samu, brummmm!!

Imbarco del traghetto e traversata senza altri intoppi.

Sbarcati sull’isola di Cres, il nostro itinerario prevedeva di percorrerla fino all’estremo sud. 83 km fino a Lussingrande.

Fantastica. Non ci ha fatto rimpiangere le foto fatte poi dagli “svegliapresto”. Una strada perfetta, larga, su e giù talvolta a filo mare, talvolta sul crinale.

Gli 83 km passano in fretta (si, ok, qualche tentativo di ammutinamento con svariate scuse. “Dai, fermiamoci a fare qualche foto…”) e, parcheggiate le moto, passeggiata con pranzo (e che pranzo! 3stAlle Michelin!) per le vie di Lussingrande.

Al rientro qualcuno voleva inspiegabilmente fermarsi (ancora con ste foto?!? Ma le sto facendo io col Ventolin… Poi ve le giro) ma avevamo un appuntamento con Caronte. Renata non lo sa ancora adesso ma continuavano a chiamarmi quelli della compagnia per dirmi di sbrigarmi. Difatti, arrivati al porticciolo, le passeggere hanno fatto i biglietti al volo mentre gli addetti al parcheggio ci guardavano con quell’aria da: “Dai, su, che chiudo il portellone”.

Rientro senza note particolari.

320km di sole, curve e bella compagnia. Alla faccia degli svegliapresto (ahahaha)


3 commenti

Picci8v · 13 maggio 2018 alle 21:14

però, belle le foto con il ventolin , Renata ringrazia.

Bierhoff · 13 maggio 2018 alle 22:23

ah ah ah ah 🙂

    alektm1190 · 15 maggio 2018 alle 11:33

    Quante storie….xhe ha avuto qualche esitazione nel partire..la sera faceva freddooo..e poi quella gran madre di BMW incredibilmente mi ha passato la batteria dopo ben 2anni e 3 giorni. In garanziaaaaaa…questa è la notizia che fa piu scalpore…che goduriaaaaa

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