Quattro giorni e 9 equipaggi per un lungo ponte.

Giorno 1 – L’avvicinamento
Il primo giorno ha visto l’avvicinamento di tutti quanti ognuno per la sua direttrice. La carovana nordica ha scelto l’itinerario Padova-Longarone-Ampezzo-Tolmezzo-Sella Nevea-Idrija-Porec giusto per farsi un antipasto. 760Km distribuiti su tre nazioni.

  

La carovana sud capitanata da Zivas, rigorosamente via statali, ha risalito l’Italia cercando di seminare Bierhoff, partito in ritardo nel tentativo quasi vano di agganciarsi. Fatale è stata la sosta pranzo del gruppo che ha permesso il gran recupero di Roma sul resto del mondo che brillantemente è riuscito a ricongiungersi quando ormai era nei pressi del confine sloveno. Non ci sono immagini a testimoniarlo ma si narra che il pranzo di Bierhoff, ancora prima del primo morso, sia stato affrettato dal capo carovana (ndr Zivas) che, casco in testa, si accingeva a ripartire. In pratica è come farsi una Roma – Monfalcone degna di una mille miglia e fregarsi il tutto per un panino…

In piena disorganizzazione la cena del primo giorno, visti anche gli arrivi scaglionati, è stata improvvisata in un locale di periferia vicino agli alloggi del gruppo con maggioranza numerica. E dopo essere arrivati tutti a Porec senza troppi problemi ci siamo attrezzati benissimo per far perdere Ciri facendolo vagare in moto alla ricerca del locale con nostre precise indicazioni che l’hanno mandato da tutta un altra parte perché proprio i quel luogo qualcuno aveva visto l’insegna del locale, non poteva sbagliarsi! Il tutto però mentre il resto della comitiva si dirigeva invece dalla parte opposta e nel posto giusto. Nessuno saprà mai cosa abbia mangiato quella sera e solo chi c’era conosce il colpevole che ha dato precise istruzioni perché si perdesse. Ma a sua giustificazione, come dargli torto, sul quel cartello pubblicitario c’era scritto il nome del posto!

Giorno 2 – Istria, Ucka e…
Il secondo girono partenza per le 8.30. Ma sono sveglio dalle 5.45 e tutti dormono. Mi preparo e decido di andarmene da solo a fare un giro in paese magari anche per mangiare qualcosa. Porec all’alba ha il suo perché.

Trovo un bar aperto di buon ora. Si bene solo niente cibo. Il barista mi indica però un posto, 40 metri più avanti, dove posso trovare qualcosa. E’ un piccolo market 30 metri quadri a dir tanto ma con dentro di tutto compresi dei bomboloni alla marmellata. Ne agguanto uno pago e me lo mangio. Soddisfatto posso tornare al bar e concludere con un cappuccino. Nel frattempo tiro l’orario della partenza, raggiungo il gruppo e si comincia!

L’itinerario punta al monte Ucka che raggiungiamo dopo una traversata di un pezzo pianeggiante e un tratto tutte curve molto interessante. La risalita al monte ci porta ad infilarci in una strada stretta e tortuosa nel bosco. Sporca abbastanza per sembrare interessante. Ma con sorpresa ci areniamo in un punto senza uscita da cui non si può più proseguire. Non siamo ancora in cima e la prima delusione di non essere in vetta svanisce non appena arriva il furgoncino dei gelati! Li nel mezzo del nulla fa la sua apparizione e ne approfittiamo per fargli iniziare bene la giornata. Cornetto alla fragola del monte Ucka per poche kune e qualche foto.



Non ci diamo per vinti e tentiamo la risalita da un’ altra strada. Apparentemente vietata dal cartello che è posto al suo inizio ma comunque di difficile traduzione. Ci avventuriamo ugualmente e veniamo premiati. Siamo in cima. Talmente in cima che la vista spazia su gran parte dell’Istira sino al mare!




Veramente un bel posto anche se non potremo fermarci a lungo e ripartiamo nel giro di poco.
La discesa dal monte si trasforma nella discesa verso gli inferi. Piombiamo in un tratto costiero, sotto Fiume, talmente trafficato e sotto quasi 30 gradi che ci fa penare per parecchi chilometri. Il fastidio diventa sofferenza e questa parte è forse l’unica nota negativa di tutti questi quattro giorni. Ma quando si disorganizza fa parte del gioco. Sosta pranzo in terrazza affacciata sulla foresta Croata e collaudo della JumboPizza da parte del Samu!

Scorci di fiordi ridanno un po’ di positività sulla strada di rientro.

Dopo un passaggio a sud di Pula in cerca del promontorio a picco sul mare diventato un campeggio e quindi non più accessibile ci accontentiamo dell’arena senza soffermarci troppo.

La parte finale del giro, per un ingarbuglio su una rotonda, separa il gruppo in due tronconi. Si arriverà di nuovo a Porec per strade diverse con tempi diversi.
Serata in centro Porec pesce e ciccia a volontà!



Hops… Non prima di giuggiole a volontà per i più piccoli!

Lezione del giorno: Non fan più le BMW come una volta… Che è? Un modello Plug-in?

Giorno 3 – Il riscatto ma per pochi…
Il terzo giorno è tosto. Quasi il doppio dei chilometri del primo che ci ha visti impegnati da mattina a sera. Dubito seriamente sia fattibile e sostenibile. A cena, la sera prima, mi ero confrontato con Zivas dichiarandogli la mia perplessità.  La decisione è presto presa. Si tenta il giro al contrario in modo da permettere un taglio accorciandolo senza incorrere nel problema orari traghetti (che erano previsti per sera). Tuttavia occorre partire comunque presto. Si tratta per le 7.30
Non tutto il gruppo è dell’idea e si media per due soluzioni.

Gruppo 1 (quelli che vogliono godere) tenterà comunque il giro invertendo l’itinerario
Gruppo 2 (quelli del divano) si accontenteranno di un giro di consolazione

Ovviamente qui racconto io e quindi si racconta del gruppo 1!

Pronti via! Puntuali si comincia con la traversata interna dell’Istria Porec-Brestova. La strada è praticamente deserta. Aria fresca grazie a qualche nuvola che filtra il sole. I chilometri scorrono velocemente e con un gran piacere. Tutta un altra cosa rispetto a al giorno prima. Siamo anche leggermente in anticipo sula tabella di marcia e ne approfittiamo per fermarci in cima al fiordo che porta a Brestova per qualche foto.

Arriviamo cosi all’imbarco a Brestova per l’isola di Cres puntuali e ci mettiamo pazientemente ad attendere il nostro turno.

 
Dura più il tempo tra imbarco e partenza che la tratta stessa ma la pazienza è premiata una volta messe le ruote su Cres. Selvaggia e dall’aspetto veramente invitante. Ne percorreremo solo una parte perché tutti gli 80 chilometri di lunghezza sarebbero troppi con quello che ci siamo prefissati poi sulla terra ferma.


Da Cres ci imbarchiamo per l’isola di Krk e da li, via ponte che la collega alla terraferma raggiungiamo la costa iniziando a scendere verso sud.


Arriviamo dalle parti di Sveti Juraj e sostiamo per mettere qualcosa in pancia in vista del tratto più impegnativo. Allontanandoci un po’ dalla strada finiamo in un piccolo porto isolato che parla da solo.

Dalla foga Bierhoff arriva lungo al porto, gli scappa l’anteriore e lo ritroviamo in mezzo alle alghe dell’imbarcadero. Qualche secondo dopo la caduta un anziano signore, seduto su un panchina li vicino, dice qualche cosa di incomprensibile in croato. Probabilmente gli avrà detto “Ue Roma… Occhio che li si scivola!”


Dopo il veloce pranzo ripartiamo. Iniziamo a risalire verso l’interno. Se prima eravamo in posti da 10 qui si inizia a dover sforare il limite. La strada si arrampica salendo di quota rapidamente con ampie curve perfette. Dopo pochissimo ci regala una vista spettacolare sulla costa dove eravamo solo pochi attimi prima.  Non so quanti metri abbiamo guadagnato ma credo parecchi.

In men che non si dica la strada si trasforma decisamente in un lunghissimo tratto di bosco stretto ad una singola corsia. Circa 80 chilometri di bosco dove raramente sono riuscito a mettere la terza tra alberi fitti, strada con ghiaia, corteccia e tutto quanto può esservi in un bosco. Non mi era mai capitato prima un tratto cosi lungo e lento. In tutto credo ci avremo messo un paio d’ore per attraversarlo. E ne è valsa la pena! Dall’altra parte ad attenderci, decisamente più a sud (a Karlobag), un altro tratto veloce tutte curve che si lancia verso il mare e la costa nuovamente.

Siamo a quota 1000mt sul livello del mare e sembra essere li sotto quanto la vista spazia senza limite. E la strada corre veloce tutta a curve giù sino alla costa. 1.000 metri di dislivello con le isole a fare da sfondo a tutto il tratto senza mai perdere di vista questo spettacolo che sembra ingrandirsi curva dopo curva.

Da qui il tratto di Costa che risale sino a Fiume è stato qualcosa si difficilmente descrivibile. Chilometri e chilometri di strada tutta curve affacciata sul mare. L’orario ormai era avanzato e l’abbiamo percorsa dopo le 17 di sera abbondanti. Due ore con un panorama pazzesco e la luce del sole al tramonto che rendeva tutto arancione. La stanchezza che si faceva sentire ma sembrava di essere appena partiti. Già, lo stavamo facendo tutto il giro che si pensava non sarebbe stato sostenibile in un solo giorno. E stavamo godendo di tutto questo da quasi 12 ore!.

Arriviamo col buio. Erano le 21 passate e raggiungiamo il gruppo 2 che stava già digerendo un gustosissimo maialino in un locale vicino a Porec. Ci uniamo a loro, al maialino, ma senza toglierci quel gran sorriso e quella soddisfazione che i quasi 600km del giorno ci avevano dato.

 

 

Istria 2018 i partecipanti:
-Stelvio x2
-Zivas x2
-AleKtm x2
-Picci8v x2
-Sacks
-Samu x2
-Tina
-Ciri x2
-Stac
-Bierhof
-Theo

Categorie: 2018

3 commenti

zivas · 7 maggio 2018 alle 8:20

Bel report Theo, grazie!!!
Qualche integrazione e piccole correzioni.
Selva Nevea sarebbe Sella Nevea (tipico errore da correttore automatico).
Nel giro del primo giorno hai dimenticato di menzionare il tratto di strada costiera sotto Brestova e fino alla pausa pranzo, costeggiando brevemente il fiordo di Plomin (quello del pomeriggio è tra Rovigno e Vrsar); nonostante il pullman e qualche auto di troppo, non puoi negare che è stato comunque bello, anche se la mattina dopo senza traffico lo era assai di più 🙂
Nel giro del giorno successivo, abbiamo pranzato a Sveti Juraj, da cui poi abbiamo preso la strada dei monti per risbucare a Karlobag, dove ci siamo goduti l’incredibile panorama 😀
Il monte che vedevamo dietro è il Velebit, parecchio famoso tra i frequentatori della Croazia, anche tra chi fa escursioni a piedi.

zivas · 7 maggio 2018 alle 8:38

Altra notizia, per chi volesse tornare sulle isole di Cres e Lussino (alcuni ci sono andati questa volta).
Le due isole un tempo erano una sola, poi gli antichi romani (sempre sti romanacci a fa casino… 😀 )
decisero che gli serviva un canale per passarci in mezzo, così da allora le due sono separate da un piccolo ponte apribile.
(80 km è la distanza che si percorre per arrivare dal porticciolo di Porozina, dove siamo sbarcati noi, fino a Lussinpiccolo (Mali Losinj) che a dispetto del nome è il capoluogo nonché cittadina più grande, con circa 8000 abitanti. Lussingrande invece (Veli Losinj) è un piccolo porticciolo che merita una visita, essendo una specie di Portofino in miniatura.
Sopra l’isola c’è il promontorio più alto che è il monte Baston, alto 90 metri, da cui si scorge un meraviglioso panorama su tutto l’arcipelago del Quarnero, di cui fanno parte molte isole, tra cui le vicine Cikat e Susak, entrambe visitabili solo con barchette di servizio e a piedi.

Bierhoff · 13 maggio 2018 alle 22:22

bellissimo Presidè…!!! 🙂

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