Volendo cominciare a descrivere quest’oggetto in forma anonima, mi riferirò ad alcune sensazioni che lo stesso evoca.Vedendolo, dopo l’eleganza e la snellezza che emana, incute rispetto.Risulta aggressivo ma non sproporzionato.Il colore non poteva che essere quello perchè l’altro disponibile è un po’ troppo ” fighetto da bar”. Salgo sopra e risulta evidente che è meglio avere la gambina un po’ lunga perchè il peso , pur non essendo eccessivo, ( nel mio caso circa 18 kg meno della moto precedente) può mettere in crisi l’arto disteso se non molto vicino alla verticale della sella.La postura è comoda e completamente diversa da tutte le mie precedenti.Ero abituato quasi ad abbaracciare il serbatoio con i gomiti flessi verso il basso e la coscia non era mai parallela al terreno.Qui mi siedo come su un divano con in mano i comandi della Wii.Ed ora che faccio ?Ah si è vero, Enzo (grandissimo venditore di Giapauto BO) mi aveva spiegato che per metterlo in moto basta abbassare il tasto rosso dello stop engine e…. si accende con una serie di fruscii, un bel quadro fin troppo ricco di indicatori , numerini e colori.Ora , sempre senza dover inserire alcuna chiave, (il sistema si chiama “mani libere”) affondo il dito sul pulsante di start.Eh si qui la riconosco… un paio di giri a vuoto prima di cominciare a borbottare, però manca qualcosa…. dove sono finiti tutti rottami metallici che vivevano nel carter … ???Provo a tirare con la consueta forza…. ma quale forza… neppure la frizione riconosco più…Quasi disorientato innesto la prima e dolcemente , alleggerendo la stratta delle dita della mano sinistra, con un filo di acceleratore, la bestia si muove e percorre i primi passi (intesi come camminare e non valici montani!).E’ di una agilità e leggerezza sconcertante, mi metto a disegnare delle curve strette sul piazzale, degli 8 e non ho bisogno di bestemmiare nè di poggiare il piede a terra…La ruggia vera ancora non la posso ascoltare perchè ho il limite , come cita il libretto, di 5500 g’;mannaggia è proprio l’inizio della goduria.Pazianza, devo subito fare i 1000 km per il primo controllo dal mecca, poi mi saranno concessi anche 7000 g’.In sella vado molto fiero, oltre la metà della cavalleria ancora dorme beata.Dopo accurato esame del libretto uso e manutenzione, inizio subito a incasinare i paramentri sui quali è concesso giocare.Faccio tutte le mie belle considerazioni  e poi decido che per il momento ABS è sempre attivo, DTrac.Contol lo impostiamo al massimo della sensibilità , la cavalleria la teniamo al minimo con la coppia talmente bassa da andare in depressione e gli ammortizzatori li lasciamo modello Permaflex. Porca miseria non c’è alcun riferimento con la ST4 …  allora, proviamo qualche altro set point e così via ma la ST4 è sempre lontanissima, quasi non la ricordo più.Niente da fare in 5 giorni ho percorso 800 km su e giù dalle strade tosco-marco-romagnole e le impressioni sono che la Multistrada non è una Ducati !Troppo comoda, anche per il passeggero,troppo docile come ciclistica,troppo silenziosa Poi mi sono detto però che il motore è troppo Ducati, la ruggia è davvero Ducati solo quando frulla alto, poichè fino a 2500/2800  sobbalza incazzato come un vero purosangue scalpitante.I freni sono molto nella tradizione Ducati, potenti e facilmente proporzionabili.La linea , il disegno e le finiture sono Troppo Ducati della migliore tradizione Italian Stile.Eppoi è ROSSO DUCATI !La verità è che devo imparare a conoscerla meglio perchè non vuole essere guidata come una sportiva con staccate pesanti.Da lassu in alto (sella 850 cm) ogni variazione di velocità, viene percepita n-volte amplificata quindi bisogna abituarsi ad “arrotondare” tutti i comandi, la strada si sente molto meno che sdraiati sul serbatoio. Io  non ci sono ancora abituato ma il modo corretto per il “paccheto” è assolutamente questo.Le curve non sono un problema nè nell’inserimento nè nelle correzioni in traiettoria nè in uscita accelerando stando molto attenti perchè il davanti fa fatica a restare attaccato a terra e se il gas si apre svelto, si galleggia spesso col la ruota anteriore.Un leggero fenomeno di sottosterzo nelle curve troppo anticipate come apertura di gas e una decisa prepotenza del manubrio nel voler impostare le curve in autonomia nelle discese.Sono naturalmente impressioni di guida da neofita del manubrio dritto, quindi è probabile che siano caratteristiche dovute al “genere” di ciclistica comunque,  approfondirò appena possibile.Il cambio è molto preciso ma richiede un po’ di forza, soprattutto per la prima marcia.La frizione, antisaltellamento, grazia eventuali errori in scalata.La strumentazione è completissima con anche 2 trip , comodi per cotrollo carburante e percorrenza viaggio, i dati su consumi e tempi/velocità, temperatura aria segnalazioni “parlanti” di eventuali anomalie. Oddio a dire il vero mi manca un po’ l’orologione del contagiri perchè tutti questi LCD sono monotoni.Una cosa che non ho mai avuto ed è utile, l’indicatore della marcia inserita.Poi è chiaro che la figata number one è naturalmente la scelta della tipologia di erogazione/guida.Sono d’accordissimo che è un qualcosa di eccessivo e che fino a ieri abbiamo fatto senza , però mi ricordo anche nelle automobili una volta non c’erano i vetri elettrici , l’air bag, le cinture, lo stereo, l’aria condizionata ecc.ecc. qualcuno doveva pur cominciare a provare questi ammenicoli sulle moto di serie , o no ?Una critica che qualcuno muove in merito all’esagerazione della cavalleria, assomiglia a dire (le donne mi perdoneranno la licenza ) :” Guarda che gnocca, però ha troppe tette, non va micca bene così !”L’esempio rende molto bene l’idea dell’idiozia dell’affermazione che palesa molto una situazione da Esopo !Ora nel mio caso non ho avuto “il pelo” di investire altri 3000 € sugli ammortizzatori ma volendo ci sarebbe anche quel giochino lì !Come penetrazione aerodinamica è pressochè un muro che avendo però tanta spinta non preoccupa troppo. Il cupolino con assetto variabile offre un’ottima protezione;  in autostrada fino ai 130 ho viaggiato con visiera alzata.Per me altra news sono i paramani che, essendo già stato battezzato sia con acqua che con grandine, devo dire offrono davvero un bel riparo alla mano.Copletano la dotazione due furbissime borse laterali 52 e 40 litri (lato dx c’è lo scarico) che si innestano negli attacchi diretamente sulla carrozzeria della coda senza dover montare alcun telaio di supporto e non appesantiscono la linea sul profilo (ma il protafoglio si , 710 €!).Segnalo di carino che nel set del barvo meccanico, sono presenti ben 3 kit di riparazione gomme con tanto di nastrino di caucciù e bomboletta di aria compressa, spero di non doverne mai aver bisogno…Bhe mi sono accorto che la presenza in strada dell’animale suscita molto interesse e rispetto.Alfapora (è il suo nome in perfetto stile Ducati ho usato un termine bolognese ) oramai mi è costato di più in aperitivi che non di benza.Comunque per me è un gran bell’oggetto e che tutto considerato (novità compresa) vale anche quello che costa e poi non dimentichiamo che è pur sempre una passione e non una necessità.Ora sono pronto ad essere smentito e fatto a pezzi nei fatti e non nelle chiacchiere, dagli anti ducatisti viscerali che si annidano tra di voi.Un double Flash By Peter


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