Era un po’ che mi tampinava il mio amico Antonio,


e dai,


guarda che ti diverti,


guarda che si fa bene,


ci siamo anche noi ad aiutarti e così via.


Di soilito mantengo ciò che dico e, mannaggia, mi è stato strappato un innocente “Mi piacerebbe!”


Detto fatto, alla faccia dell’ufficio mi concedo il venerdi di pit stop e dopo una interminabile tappa di avvicinamento (da Bologna sono 450 !), durante la quale naturalmente assieme ai compagni di viaggio Macello&Dancer, non ci siamo fatti mancare né l’acqua né la granatina … dal cielo, mi sono trovato davanti ad una mulattiera sterrata che da Rochemolles (ed il nome è tutto un programma) per una decina di km sale al rifugio Scarfiotti 2156 s.l.m.


Mi sono venute in mente alcune massime popolari adattate alla situazione:


Hai voluto la bici… lindrica, ora dai de gas


Il dado è tratto .. bisogna stringerlo


O questa minestra o… te ne torni a casa da solo con infamia


Così i due Angeli Custodi mi hanno fatto un corso accelerato di “OFF” , in piedi sulle pedane, le braccia così, corpo colà, mappa la bestia in modalità tranquilla.


Ecco che in un attimo mi sono ritrovato Duster, io il purista dell’asfalto,ma soprattutto Lui Alfapòra che si è rivelato animale da compagnia anche in queste condizioni.


Si sale …. con un filo di gas e con Dancer dietro che mi urlava :


“IN PIEDI , vedrai come cambia la musica!” era già un’orario che si rischiava il “buio addosso”.


Ci ho preso gusto e devo ammettere che era divertente almeno quanto angosciante, soprattutto per una coppia di neofiti in più con le scarpine da asfalto con all’attivo 8000 km, praticamente slik.


A metà percorso pausa. Per rifiatare quale miglior esercizio di fare legna per il fuoco della cena?


Ecco quindi i nostri eroi che dotati di sofisticatissimi congegni elettronici, hanno preso a disboscare le foreste secolari della val Susa per poi caricare Il Principe della soma e ripartire verso l’alto.


L’istinto ha avuto il sopravvento, in una mezz’orata, eravamo al campo base con l’ottimo President che ci aveva anticipato preparandoci un’ accoglienza sopraffina ed io ne avevo particolare necessità, poiché anche se la temperatura alle 21 era più autunnale che estiva, posso garantire che avevo sudato sette t-shirt….


Provvediamo immediatamente ad accasermarci e tentiamo di appiccare l’incendio di dimensioni accettabili per poter arrostire qualche leccornia proveniente dai maiali bresciani.


Vista la qualità della legna (da queste perti quando piove la legna si bagna!!) è stata dura ma alla fine , quando ci eravamo già visti di dover aprire le scatolette che ciascuno, per non saper né leggere né scrivere, si era portato da casa, abbiamo fatto la festa a costoline, salsicce , pancetta e quant’altro potesse essere ospitato nelle Touratech del Gran Capo.


La notte , anche se le tende , rigorosamente abitate singolarmente, erano state montate vicine vicine, dall’autunno siamo passati direttamente all’inverno.


Per la prima notte, non riporto nessuna vera sensazione del posto poiché la stanchezza e la new dell’off, hanno offuscato il resto.


Presto presto, la mattina di sabato, al primo ziiiip della lampo di qualche altro sventurato, mi sono affacciato.


Ho visto.


Nello splendore della luce del sole che sorge affettata dalle cime dei monti , l’intero fondovalle occupato da una quantità di motorette di tutti i tipi colori e provenienze.


Tutte piuttosto ordinatamente disposte su più file da garantirne lo spostamento senza difficoltà.


In mezzo il ruscello che ci ha fatto compegnia tutta notte con il suo correre via, al di qua di questo, una distesa di piccole macchie blu, rosso, arancione, turchese, giallo in un perfetto disordine, poggiate sul verde pascolo morbidamente ondulato ancora all’ombra; le tende.


Tra queste ne spiccano un paio senz’altro diverse; quella di un gruppo tedesco di fattura militare con tanto di bandiera e fusto di birra modello osteria e quella di un gruppo di Parma dalla quale la sera prima si udivano rumori di ogni tipo…


Ovviamente non essendo la mia tenda, come del resto quella dei miei compagni di viaggio, dotata di servizi, si è reso necessario ricorrere ad un altra massima : Di necessità virtù!


Così si può immaginare la mattina in questo camping improvvisato, che simpatico quadretto può offrire.


Se a questo si aggiunge che il terreno ora occupato dallo Stella Alpina è normalmente un alpeggio per vacche, si intuisce su quale tipo di fondo ci siamo ritrovati a soggiornare.


Però giustamente Antonio ha dichiarato che: “ La merda non taglia…” e detto da un macellaio è il massimo dell’espressione rassicurante! Tra il correre dell’acqua , il silenzio del nulla circostante ed il verso di qualche marmotta…. ecco il bastardo fangoso che con un mono smarmittato si arrampica sulla mulattiera che arriva a punta Somellier, il tutto alle 6 di mattina…. STARDO mi hai rotto il sonno e la quiete. Da quel momento in poi, la valle perde la sua identità e si trasforma in un misto tra birreria, officina meccanica, circuito off. Mancano solo i megafoni della direzione del rifugio e sembra di essere al Mugello nelle giornate di prove ufficiali.Però, è Bbbello !

Il vero connubio Natura&Motori, anzi ritengo che sia davvero quello giusto e non Donne&Motori per il quale è da anni che io stò cercando la dimostrazione matematica ma non la trovano neppure al CERN di Ginevra.


Credo che un non appassionato, inorridirebbe per lo scempio di questo posto, senza comprendere il significato di tutto ciò . Sarebbe come cercar di far sentire al mio povero nonno i Led Zeppelin a tutta canna e spiegargli cosa rappresentano ancora oggi per la musica !! Una frugale colazione , per Theo, in una posa molto inglese sulla poltroncina presidenziale, thè stagionato di gran classe (una collezione proveniente dalla gita a Caponord !!),  per il resto della truppa una fetenzia di caffè liofilizzato che però riscalda anche gli alluci che hanno superato a malapena la rigida notte.


Attraversiamo il piazzale-parcheggio e nel girarmi verso la zona tende, vedo quante ne sono cresciute nella notte e mi tranquillizzo poichè non capivo se fossero delle lucciole o degli UFO che la sera prima si aggiravano nel buio pesto emettendo una luce dalla fronte; erano solo dei nuovi arrivati che si davano da fare per prepararsi il giaciglio… menomale. Decathlon deve aver fatto affari d’oro in questi giorni !!


Si parte , ora lo sterrato all’indietro…. ma Alfapora non ha la retro !!! Allora, lesson number two : le braccia così, il culo di là, il freno non esiste…. come in discesa il freno non esiste ?! Voi Polverosi, non siete normali !? E invece sono riuscito a farmi convincere anche stavolta e nonostante il traffico e la polvere in tutti gli orifizi, in meno di mezz’ora eravamo a Bardonecchia diretti al Monginevro.L’asfalto francese, mon amour!  E che asfalto, gran belle strade verso Briancon poi su verso nord al Galiber 2556 dove, fortunati come non mai, incrociamo una gara ciclistica in controcorrente ma con i ciclisti talmente suonati dalla fatica che ritenevano di poter attraversare i veicoli contro di loro semplicemente perchè in corso una gara ! Abbiamo dedotto che qualcuno di loro ha sperimentato l’impenetrabilità molecolare tra il proprio corpo e un autotreno della corsia opposta poiché un’ambulanza andava di fretta ! Ma attenzione quando dico gara ciclistica vi crederete una manifestazione di qualche cicloclub…. invece dico 10.000 concorrenti assatanati . Ci hanno costretto a percorrere 2 passi alpini sulla scolina della strada alla nostra destra.


Cose mai viste !E’ lì che Dancer ha dato il meglio di sè nell’appellare i corridori, lo percepivo anche attraverso il casco chiuso. Però poi nuovamente pista libera e via sul Moncenisio per discendere a SUSA. Ancora Bardonecchia !! Mannaggia , ora gli faccio vedere io come si sale. Questa volta la scorta di legna è risultata quasi esagerata,

le 2 BMW (Theo e Dancer) sono state caricate come trattori, di una quarantina di chili di ottima qualità e pezzatura, raccolta nel solito bosco. Al calar del sole affacciarsi sulla conca dell’accampamento che in giornata si era riempito, è stato uno spettacolo dal titolo “Umanità alla ricerca di fare qualcosa assieme”. Il cono d’ombra del coronamento dei monti risaltava i fuochi già accesi in mezzo alla tendopoli e le nuvole di fumo verticali rigavano l’umidità dell’aria. All’opera ! Questa sera mega falò e festa del maiale (Lupo mi manchi tanto :-)), però non vorrai micca portarti a casa le scatolette, quindi mentre si attizzavano le braci, antipasto a base di Insalatissima Riomare. Non è da tutti , anche perchè il Pres aveva pensato anche al side B; Birra e Barbera per tutti. Ah come avremmo fatto senza di Lui!?


Nel frattempo si scambiano chiacchiere con gli inquilini delle tende liomitrofe che, in grave difficoltà con il fuoco, sono stati soccorsi con esportazione di nostre braci gratis per tutti. Si trascorre così la seconda ed ultima notte fino alla mezza sparando cazzate , mangiando e tirando le somme della gita francese. Arriva un “tugnino compagnone” che scrocca una bevuta e velocemente ci saluta dopo che è stato pronunciato il nome MARIO e fatto un segno con le dita simile alla V ….. Il freddo però è davvero bastardo, siamo tutti e 4 seduti attorno al fuoco in pantaloni e scarponi, felpa e giacca da moto , cappello di lana. C’è una guazza (termine bolognese per dire umidità di quella pesa) che si potrebbe bere ma il cielo è uno spettacolo a queste quote lontano dal mondo. Intanto qualche altro vicino dall’accento iberico ci chiede una paglia, Macello è l’unico che lo può soddisafare perchè noi altri non parliamo catalano e soprattutto non fumiamo. Ancora dopo le 23 qualche temerario arriva da valle, visto la fanaleria è senz’altro un BMW !! Direi che assieme ai diversi idiomi che ho sentito una cosa è certa il GS ed il Kappone sono stati presenti in tutte le forme e allestimenti, evidentemente è il loro ambiente, dove si riproducono … forse ! Certo è che si possono vedere deficenti che salgono con ogni tipo di stradale, sono pronto a scommetterci che non si sono divertiti molto. Qui ci stà : degustibus non est disputandum ( i miei hanno speso un sacco di soldi per acculturarmi!!)

Si decide il giorno dopo di rientrare facendo una variante al Passo delle Scalette e rifacendo il Mongenevr dall’altra parte, arrivando a Claviere per poi prendere l’autostrada a Susa. Le ultime belle curve al fresco senza traffico poi… ragazzi, 420 km di autostrada con 38 gradi …. un vero massacro. La sera , disfando le borse, ho intriso l’aria di odore di affumicato, un po’ di quell’aria è arrivata fino a Bologna assieme a me ad Alfapora in casa mia.


Devo ringraziare per la compagnia, il sostegno, l’insegnamento, la simpatia e il vettovagliamento Theo, Antonio e Gianluca che mi hanno costretto a provare off e a partecipare allo Stella.


Oggi mi si è aperto un nuovo orizzonte …. che però chiudo subito perchè al momento non potrei coltivarlo.

Domani … chissà.


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