47 moto al giro e piu di 70 alla cena.


Direi che la parola “raduno” è più che meritata!





Volevo che fosse tutto perfetto…che non ci fosse nulla fuori posto…nessuna sorpresa all’ultimo minuto…volevo che tutto si svolgesse nei migliore dei modi.


Negli ultimi giorni vivevo dentro un file excel pieno di automatismi che mi dicevano vita morte e miracoli di ogni partecipante a questa 2 giorni: quando sarebbe arrivato, dove quando e cosa avrebbe mangiato, se era pilota o passeggero.


Quando poi ho visto l’inaspettato Uomo Ragno e i grandiosi Biros Mago e Whale attenderci per strada…ho capito che il “fuori programma” è la parte più bella di un programma.





Venerdi sera, finalmente! I primi arrivi.


Si cena all’interno dell’albergo e tra nuove conoscenze e vecchie riminescenze si inizia a creare l’ambiente famigliare. Si parla di moto, dei loro pregi e difetti, della strada che ha fatto chi veniva da lontato e dell astrada che ci attendeva l’indomani. Poi tutto d’un tratto…spunta il secondo gruppo…quelli che sarebbero arrivati per il dopo cena, prima fra tutti il Presidente Theo accompagnato dalla First Lady Manu. Il dopo cena proseguirà poi ai “3 monelli”, Pub-Birreria del nostro Ric dove Giuly convince SaraJ a non scaldare il sedile del passeggero della mia motina, ma di scaldare quello della sua Jonathan. Ed è cosi che a mezzanotte e mezza mi arriva un sms con scritto “domani sara viene in moto..cosi abbiamo deciso”. Che donne! Che donne!





Sabato mattina. Il grande inizio.


Ritrovo previsto per le 9, ma Daniele “net notturno” Decibel è ancora nella branda! Vista la mole di km che si è sparato…è perdonato e si evita la sbrandata con acqua ghiacciata.


Il piazzale inizia a riempirsi con anche i net in arrivo la mattina stessa, i sacchetti pappa vengono distribuiti, baci e abbracci vengono scambiati e Macello inizia a suonare l’adunata!!


Si parte!


Subito il promo intoppo: lungo la strada del Centro storico c’è una manifestazione…azzzz…e pensare che il giorno prima ero stato dai carabinieri, dai vigili urbani e in comune a chiedere il permesso….vabbè…tralasciamo.


Usciti dal casino, il gruppo si ricompatta e ri-parte.


E’ un bel serpentone di più di una quarantina di moto, la strada è abbastanza pulita sebbene un po disconnessa…ma che volete farci…è il nostro appennino!


I padroni di casa, vestiti in giallo, fanno da staffette garantendo ad ogni incrocio la giusta direzione: che spettacolo!


Io cerco di documentare con immagini e filmati l’interminabile fila di motociclette risalendola tutta e staccandomi da essa er anticiparla…ma…appena passo la prima posizione e mentre mi sto allontanando vedo due fari che si staccano anche loro e mi seguono. Celero! ma loro sempre dietro. Poi guardo meglio e capisco che è Scal: voleva sicuramente controllare se quello che dicevo tempo fa sulle pieghe che mi faceva fare il GS era vero! Eh eh…chissà se ho passato l’esame.


Sosta breve in un tratto in salita su un crinale di un calanco, tanto per ricompattare il gruppo. Ne approfitto per qualche foto e Giampa il pazzo ne approfitta per farsi ritrarre in una splendida penna.


Il giro continua e poco prima di arrivare al Passo della Futa vediamo 3 motociclisti a lato della strada che ci salutano: Biros, Mago di Oz e Whale…che spettacolo!! Che sorpresa!!


Sosta paglia/pipì al Passo Futa. Ne approfittiamo per salutare i 3 grandi uomini che ci hanno fatto la sorpresa e dopo una ventina di minui si riparte verso il punto pappa: Badia di Moscheta.


A Firenzuola vengo fermato da Rufus: “Ho Lu al telefono…non sa come ma è finito al Passo del Giogo”. E cosi, dopo aver dato le indicazioni giuste a Lu, lo attendo all’incrocio che ci avrebbe portato a Moscheta.


I Tornanti di Moscheta sono splendidi (non a caso vanno scritti con la T maiuscola) talmente splendidi che Gigi attende l’arrivo della sua Manarì per poterli ripercorrere con la Brutale.


La sosta pranzo si consuma sopra un prato verde e sotto un cielo spettacolare. Giampa ci sorprende con una torta recuperata dal ristorante li vicino, una passeggiata verso il caffè ci conciglia la digestione e Macello suona l’adunata. Eh eh…se non ci fosse quell’uomo a quest’ora saremmo ancora sull’appennino!


Passano pochi kilometri ed eccoci al Circuito del Mugello: CELERAAAA!!! CELERAAAAAA!!! Fermata obbligata per dar modo ai nostri pensieri e sguardi di correre insieme su quell’asfalto. Non troppo a lungo però: Macello suona l’adunata!


Si prosegue verso il passo Colla (spettacolare per le sue curve) e il Sambuca (meraviglioso per il suo panorama). I Km si aggiungono l’uno all’altro ed arriviamo al punto sosta prefissato: Palazzuolo sul Senio.


Gli sguardi iniziavano ad essere provati; nell’aria veleggiava l’idea di accorciare ma la realtà è stata fedele al percorso originario: -100km all’arrivo.


Prendo la testa del gruppo e scendiamo per Marradi in direzione Brisighella. All’inizio la strada era sporca ma poco dopo siamo riusciti a dare sfogo al gas pennellando curve e tornanti come melgio potevamo.


Giunti a Casalo Valsenio mi arriva la telefonata di Gigi “Dancer…ho forato…sono nella discesa di Casola”. Dopo aver litigato con il cellulare, con il bluetooth e con il navigatore, riesco a raggiungerlo ma il guaio era gia stato riparato.


Continuiamo la discesa arrivando verso le 18.00 all’albergo.


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